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Una storia al giorno: Macarena number 5

One, two, three, four, five…inizia così il Mambo No. 5 di Lou Bega e, chi più, chi meno, lo abbiamo ballato tutti almeno una volta.

Le danze, per le nostre ragazze mondiali, sono state aperte con una vittoria all’ultimo respiro contro le australiane; vittoria, tre punti e macarena finale. Proprio la macarena diventerà la danza della vittoria, l’esultanza di gruppo di quella fantastica squadra.

La seconda partita si gioca a Reims, ci attende la Giamaica. L’inizio è tutto di marca azzurra e, dopo 10 minuti, ecco l’occasione per sbloccare l’incontro: fallo di Swaby su Bonansea e, dopo aver rivisto l’azione al VAR, l’arbitro opta per la massima punizione.

Sul dischetto va Cristiana Girelli che calcia piano e si fa parare il tiro dall’estremo difensore caraibico Schneider. Fermi tutti: il portiere giamaicano non aveva i piedi sulla linea, quindi si ripete. Stavolta è goal. Uno a zero.

La partita è un monologo azzurro, Girelli raddoppia con un tocco ravvicinato e, anche questa volta, non c’è gloria del goal per Daniela Sabatino, fermata dalla traversa.

Nel secondo tempo il registro non cambia: Girelli fa tris, con un colpo di testa su traversone di Giugliano. Palla nel sacco e pallone a casa.

Le azzurre, però, non si fermano: il quarto goal è forse il più bello dell’intera rassegna mondiale: Iaia Galli raccoglie il pallone sui 25 m e fa partire una sventola sotto l’incrocio del pali. Per la centrocampista azzurra, però, la festa non è finita: passaggio in profondità millimetrico di Manuela Giugliano, palla a Galli che scarta il portiere e la mette nel sacco.

Cinque a zero. Sei punti in due partite, nessuno avrebbe mai immaginato due partite così, un mondiale così.

Invidio chi è stato a Reims, città celebre per lo champagne, ma, questa volta, il calcio champagne lo hanno giocato le nostre ragazze.

La macarena a fine partita, oramai, è il ballo della vittoria. Un gruppo splendido quello delle nostre azzurre, guidato da un’allenatrice, Milena Bertolini, che ha plasmato una creatura meravigliosa, una squadra coesa e unita per la vittoria.

A un anno esatto di distanza ho ancora i brividi a vedere il quarto goal di Aurora Galli: un destro talmente forte e preciso che, seppur a angoli invertiti, mi ha fatto pensare alla rete segnata da Dino Baggio alla Spagna nel 1994.

Che dire di queste ragazze? Abbiamo tifato tutti per loro, anche chi non ha mai visto una partita parlava di loro. Sono state capaci, con la loro semplicità e purezza, di fare quanto nessuno era mai riuscito a fare: unirci sportivamente.

Ok la macarena, ok che sono state brave, ok tutto. Però, bando alle ciancie, serve sostegno allo sport dilettantistico e, solo con interventi seri si può progredire per davvero, anche a lungo termine.

E ora, scusate se insisto (anche se non mi chiamo Evaristo): professionismo. Subito.

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