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Una storia al giorno: è stato un bel sogno

1990, Mondiali di calcio in Italia: la nostra Nazionale cade, ai rigori, contro i campioni uscenti dell’Argentina ed è costretta a giocare quella partita che tutti vogliono vedere e nessuno disputare, ossia la finale di consolazione.

2019, Valenciennes: le nostre ragazze giocano, in un torrido pomeriggio francese, la partita più importante della storia del calcio in rosa italiano e, sicuramente, delle loro vite. Ad attendere la banda di Milena Bertolini, infatti, c’è l’Olanda. Il 29 giugno, storicamente, non porta bene agli arancioni se incontrano l’Italia: chi non ci crede, chieda a Van der Sar, che ancora oggi si sogna la notte il cucchiaio di Totti dal dischetto.

Quel 29 giugno 2019 l’Italia e l’Olanda giocano in un clima sahariano, adatto a tutto, tranne che al calcio. Il caldo è il protagonista della partita, le nostre ci credono o, almeno, sanno di non avere davvero niente da perdere.

Le azzurre, infatti, giocano con intelligenza: aspettano le avversarie e ripartono. Le occasioni le hanno, ma il goal non arriva.

L’Olanda, però, nel secondo tempo, mette le cose in chiaro: uno-due e finisce così. Finisce con le lacrime delle azzurre, che però sanno di avere scritto una pagina incancellabile della storia dello sport italiano. No, non l’hanno scritta della storia del calcio questa pagina, ma dello sport italiano.

Se oggi le bambine chiedono a papà e mamma di andare a giocare a calcio, è grazie a loro.

Se oggi gli stereotipi sulle donne e il calcio iniziano a essere meno, è grazie a loro.

Se oggi, a un anno di distanza, ci ricordiamo del Mondiale di Francia 2019, è perché loro hanno dato tutto, perché hanno reso fiero un intero Paese.

Così è, bella gente, perché, come c’era scritto in quello striscione a Bari, durante Italia-Inghilterra del 1990, “È stato un bel sogno, grazie lo stesso”.

Grazie, ragazze.